Tango Argentino

Tango Argentino

Giovedì dalle 21,00 alle 22,30 – Giovedì 14 settembre lezione di prova
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Il Tango Argentino, prima di essere un ballo meraviglioso e intenso, è soprattutto una musica e una cultura. Musica che nasce in Argentina da una mescolanza di stili, ritmi e strumenti. Una cultura dell’immigrazione e dell’integrazione tra etnie e tradizioni diverse. Poi il Tango è un ballo, inizialmente era poco elaborato, con alcuni elementi derivanti dal folklore, e serviva soprattutto per socializzare. E non era affatto triste, anzi.

Poi il Tango è stato “scoperto” nelle grandi capitali Europee, quando in Argentina era osteggiato dal regime militare. Il Tango è stato musicato da grandi compositori, suonato da grandi musicisti e orchestre, e si è molto sviluppato e perfezionato, diventando di volta in volta, nostalgico, passionale, allegro, frizzante, triste…

Il ballo del Tango, elegante e passionale, è il ballo di coppia per eccellenza. Utilizza passi, figure e strutture di movimento che si possono combinare in molti modi, per dare vita a una sorta di coreografia improvvisata, che riflette la sensibilità dei ballerini.

Il tutto si fonda su una camminata, una postura, una comunicazione e un abbraccio tipici, con poche regole fisse e molta tecnica, che serve per coordinare i movimenti ed eseguirli in coppia. Essendo un ballo di gioco e improvvisazione, il risultato dipende dalla bravura e dalla creatività dei ballerini, che si concentrano sulla musica e sulla relazione fisica dei loro corpi in movimento.

Per ballare il Tango oltre a lavorare molto sulla tecnica e sul movimento, occorre sviluppare una buona comunicazione, occorre imparare ad ascoltarsi a vicenda. Proprio come apprendere una lingua straniera e poi dialogare.

Importante: nel Tango non esiste imposizione ma solo invito alle figure.

Alla fine, perché un Tango sia bello e coinvolgente basta una bella camminata, a tempo con la musica, dove si percepisce armonia tra i partners. Che si raggiunge con la comunicazione.

Dice il grande Miguel Angel Zotto “il tango non è ne maschio ne femmina, è coppia”.

Un po’ come nella vita, no?

 

Insegnanti Giorgio e Sara>>